Modalità

 

Gli Esercizi Ignaziani si distinguono per...

   

   ...un modo nuovo di praticare la “lectio divina”, una forma di preghiera particolarmente raccomandata dalla Chiesa dopo il Concilio  Vaticano II. Negli Esercizi Spirituali di S. Ignazio infatti ritroviamo vari elementi della “lectio” (lectio, meditatio, oratio…), ripresi e proposti con caratteristiche specifiche:

    . “che cosa dice il testo”: nella “lectio” in senso stretto la parola di Dio viene letta e interpretata anzitutto nel suo contenuto oggettivo, evitando di soffocare il testo con le nostre parole;

    . “che cosa mi dice il testo”: è il lavoro tipico della “meditatio”, dove il testo ascoltato e accolto nel cuore provoca riflessione, interrogativi sulla vita e tante risonanze affettive della persona;

    . “che cosa dico al Signore”: toccata nell’intimo, la persona reagisce pregando e presentando al Signore la varietà dei sentimenti suscitati: lode adorazione, domanda, intercessione…

    Se ci fermiamo solo al primo punto (lettura attenta del testo biblico) non stiamo vivendo né tutto il dinamismo della lectio né tanto meno il processo interiore proprio degli esercizi spirituali ignaziani.

 

    Il testo vissuto degli Esercizi è quello che si sperimenta quando nella preghiera lo Spirito Santo parla direttamente al cuore di ciascuno. Il testo scritto nel libretto di S. Ignazio, e spiegato via via dalla guida, serve come proposta per avviare la riflessione personale e la preghiera. In tale esercitazione pratica (si chiamano “esercizi” proprio per questo) si fa esperienza di ciò che scrive l’apostolo Paolo ai Corinzi: “Voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra ma sulle tavole di carne dei vostri cuori” (2 Cor 3,3).

    Quando si fa “esperienza” delle cose di Dio in questo modo, si acquista la “conoscenza interiore” delle realtà della fede, si percepisce la differenza tra i ragionamenti e il profondo “sentire” (vocabolo particolarmente caro a Ignazio e ricco di significato) e si sperimenta una comunicazione diretta, “senza intermediari”, tra il Creatore e la sua creatura.

 

    I movimenti del cuore (o mozioni spirituali). Con questa espressione si vuole indicare che qualcosa si muove dentro quando ascoltiamo con animo aperto la Parola. Non sempre siamo addestrati a riconoscere questi movimenti, che avvengono spesso a nostra insaputa e dei quali ci rendiamo conto solo dopo. Anche ai discepoli di Emmaus è accaduto così: mentre Gesù spiegava loro le Scritture, vivevano dentro sentimenti di calorosa accoglienza del discorso, senza però rendersene conto; soltanto dopo se ne sono accorti e si sono detti  l’un l‘altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre  conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32).

    Quando preghiamo possono accadere tante risonanze profonde, attraverso le quali il Signore si comunica, rivelandoci il suo volto e i suoi disegni e allo stesso tempo mettendo a nudo tanti aspetti della nostra esistenza. Il Signore si comunica operando, cioè producendo in noi reazioni e sentimenti che muovono dall’interno la persona. Su questi movimenti del cuore sarà poi necessario applicare il discernimento: per accogliere, capire, decidere e scegliere in modo evangelico.

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