Modalità

I tre elementi essenziali della proposta ignaziana

 

L’esercizio di preghiera: un incontro da sperimentare

La preghiera cristiana è una relazione personale, in cui siamo chiamati a vivere un colloquio a tu per Tu con il Dio Vivente. Gli incontri personali importanti si preparano accuratamente, ma non si possono programmare in anticipo; si mettono a fuoco e si esprimono i propri desideri, ma si lascia tutto lo spazio alla libertà dell’altro... dell’Altro. Un incontro tutto da vivere e in cui giocarsi.

In ogni esercizio spirituale Ignazio cerca di coinvolgere progressivamente tutta la persona nelle sue dimensioni e nelle sue relazioni. La memoria, l’intelligenza, la volontà, l’immaginazione, i sensi... tutto l’uomo concreto è chiamato a entrare in relazione viva con Dio, premessa per una relazione autentica anche con gli altri e per un rapporto ordinato con i beni della creazione.

Quanto più l’uomo è coinvolto totalmente nella preghiera, tanto più si elabora la conversione della mente, del cuore e della vita. Se l’esistenza reale della persona non entra nella preghiera, la preghiera non entrerà nella sua vita come dimensione essenziale.

 

L’esame della preghiera

Appena terminato un incontro importante, viene spontaneo ritornare sui vari momenti trascorsi, in particolare sui punti in cui è avvenuto qualcosa di significativo. In tale revisione si opera un passaggio dal vissuto al tematico attraverso una più accurata presa di coscienza di come sono andate le cose. E si tematizzano vari aspetti: energie investite nell’incontro, attese che possono essere state soddisfatte o deluse, atteggiamenti che hanno favorito oppure ostacolato la comunicazione, sensazioni positive e arricchenti riportate, punti oscuri o interrogativi aperti...

Nell’esame della preghiera - suggerito da S. Ignazio nel libretto degli Esercizi - possiamo individuare essenzialmente due fulcri: uno riguarda tutto l’impegno che deve essere messo in atto da parte dell’uomo, in questo caso l’esercitante, certamente sorretto dalla grazia; l’altro l’esperienza dell’azione di Dio attraverso i molteplici segni del suo passaggio, le reazioni profonde avvertite dentro dall’esercitante. Tali fulcri sono il riflesso delle due principali libertà in gioco nella preghiera cristiana: la libertà dell’uomo e la libertà di Dio. L’espressione stessa usata da Ignazio - “come mi è andata” - sembra alludere al carattere imprevedibile di incontri come questo, dove l’uomo è chiamato a impegnarsi con tutta la sua libertà e magnanimità, ma al tempo stesso lasciando tutto lo spazio alla libertà dell’Altro.

 

Il colloquio con la guida durante gli esercizi

Il colloquio tra colui che dà e colui che fa gli esercizi riguarda principalmente le risonanze che l’esercitante sperimenta davanti alla parola di Dio, nei tempi di preghiera anzitutto, ma anche nel corso della giornata e della vita. In questo tempo di grazia l’esercitante tocca con mano in modo privilegiato che veramente “la parola di Dio è viva ed efficace e... scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12). Diversi sono gli effetti con cui essa risuona dentro: attira, rimprovera, rattrista, guarisce, converte, illumina, consola... Attraverso questi movimenti del cuore si snoda l’itinerario della persona davanti al suo Dio; si attua quella conoscenza sempre più profonda del Signore e di se stessi che conduce poco alla volta alla scoperta della sua volontà amorosa nella propria vita.

E’ chiaro che la persona non si presenta a questo appuntamento senza passato e senza storia. Tutta una serie di eventi ha preceduto e reso possibile il momento attuale, e ora fa parte del vissuto e delle attese più o meno consapevoli dagli esercizi. In altre parole, davanti alla guida sta una persona con una storia particolare e unica, segnata da un intreccio di vicende, dove però il Signore sta operando da sempre dentro il tessuto degli avvenimenti umani. Quanto più l’incontro con il Signore coinvolgerà l’esercitante in tutto il suo essere, tanto più la sua storia e l’intera esistenza entreranno nel dialogo con il Dio della vita.

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